05/11/2009
Ma poi, al di là della colossale stronzata del crocifisso che non è un simbolo religioso ma culturale, una posizione da mercanti nel tempio che fa ribrezzo perfino a un ex cattolico come il sottoscritto; al di là dell'altra ridicola fesseria, quella che fa all'incirca "allora togliamo anche il Natale", che c'entra come i cavoli a merenda ma che varrebbe la pena di tentare solo per sentirli poi piagnucolare che il Natale non è una festa religiosa ma solo un'antica tradizione tipica della cultura italiana; al di là delle patetiche provocazioni di chi propone allora di demolire le chiese costruite sul pubblico suolo, come se fosse la stessa cosa, e come se per costruire un immobile di qualunque tipo non si pagassero al Comune gli oneri di urbanizzazione e le apposite imposte (certo, c'è chi non le paga: indovinate un po' chi).

Al di là di tutto questo, quanto è arrogante l'atteggiamento di chi pretende di dimostrare che il crocifisso può rimanere appeso perché "non offende nessuno"? Portano anche gli esempi: ehi, guardate, a Natalia Ginzburg non dà fastidio, al tale esponente musulmano non dispiace. Ecco, non è così che funziona. Non è che per dimostrare che non si offende "nessuno" basta l'esempio dei non offesi. Al contrario, se la logica non è un'opinione, per smentirlo basta che si ritenga offesa una sola persona: ad esempio, la signora Lautsi. Che magari è ipersensibile, magari non è gentile e tollerante abbastanza, magari per voi non ha riflettuto a sufficienza sull'evidente carattere folkloristico di Gesù Cristo morto in croce, ma non mi pare che si meriti di essere trattata come se fosse "nessuno".
testi e musica di Aioros | 15:06 | link | commenti (2)
16/10/2009
C'è da dire che se avessero pedinato me nel tragitto da viale Monza alla Feltrinelli in Buenos Aires avrebbero avuto materiale per giorni, e senza nemmeno una sigaretta ("e adesso guardate, sta rallentando apposta per arrivare al semaforo quando scatta il verde"). In compenso per pedinarmi bisogna avere il passo svelto: prendi nota, Brachino.



(No, ma seriamente, che roba è, come si fa? Cosa vorrebbe essere, un'intimidazione eseguita da un cretino? Un tentativo di mettere in cattiva luce i calzini turchesi? Pubblicità per il barbiere? Cosa?)
testi e musica di Aioros | 13:22 | link | commenti (5)
15/10/2009
Oggi sono pure ospite da Anskij e Ghino (i blogger son gente così, si linkano, si rispondono, si parlano addosso e nessuno si lamenta. Consiglio a Scalfari e De Bortoli: apritevi un blog, potrete anche rispondere a tono a Luca Sofri).
testi e musica di Aioros | 17:15 | link | commenti (1)
14/10/2009
La questione Binetti è talmente vecchia che suona ridicolo parlarne ancora. La mia opinione a riguardo è sempre la stessa. Il dato interessante, invece, è che la maggioranza dei nostri deputati ha un'idea un po' particolare di cosa sia incostituzionale e cosa no. Però ne parlo di là, qui è così silenzioso, non vorrei rovinare l'atmosfera.

testi e musica di Aioros | 18:52 | link | commenti
08/10/2009
Mi piace JimMomo per la sua sobrietà.
testi e musica di Aioros | 00:07 | link | commenti
05/10/2009
Io, se fossi il capo di Spinoza, oggi metterei in homepage questa pagina qui.
testi e musica di Aioros | 12:46 | link | commenti
29/09/2009
"Cosa c'entra il WC con il servizio pubblico?"
(Paolo Romani)
testi e musica di Aioros | 19:19 | link | commenti
28/09/2009
(anche su Metilparaben)

Dare libero sfogo al proprio istinto laicista è sempre un'attività piacevole: chi di noi non ha mai fatto le pulci ai discorsi del Papa, chi di noi entrando in chiesa non ha mai lanciato platealmente una monetina nell'acquasantiera, chi di noi non è mai salito su uno sgabello in piazza per leggere le poesie di Rondoni al contrario? Sono piccole azioni quotidiane che ci aiutano ad arrivare a fine giornata rilasciando endorfine, al solo costo della dannazione eterna. Dato che la dannazione eterna non esiste e le endorfine sono una figata, la scelta è banale.

Tuttavia, nella foga anticlericale che ci contraddistingue, spesso perdiamo il controllo, commettiamo delle leggerezze, usiamo argomenti sbagliati, col risultato di farci dare lezioni di logica da gente che crede nell'infallibilità di un ottuagenario in vestaglia.

Scena: grande salone. Un ottuagenario in piedi al centro. Intorno a lui il collegio cardinalizio al completo.
- Io sono infallibile.
- Va bene.

Scena: grande salone. Un ottuagenario in piedi al centro. Intorno a lui il resto della famiglia Aioros.
- Io sono infallibile.
- Stè, trovami il numero dell'ospizio.

Per esempio: quando il Papa fa la sua solita predica sulla famiglia, sui valori della famiglia, sull'esatta larghezza della famiglia, io ci andrei piano col rispondere "che ne sa lui, è single", e non soltanto perché non siamo affatto sicuri che sia single. Supponiamo che Metilparaben dica al Papa "tu parli sempre di famiglia, ma sei mai stato con una donna?". In primo luogo, in base a questo principio, il Papa potrebbe rispondergli, "tu parli sempre di Chiesa, ma sei mai stato in seminario?", e avrebbe perfino ragione, a meno che Metilparaben non abbia un segreto inconfessabile da rivelarci*. Secondariamente, scegliendo male la domanda da porre al Papa si rischia un indesiderato conferimento di autorevolezza in caso di risposta affermativa (es. "tu parli sempre di gay, ma sei mai stato con un uomo?").

Dov'è l'errore in questo approccio? E' nel ritenere che solo l'esperienza diretta autorizzi a dare opinioni (d'altronde, se a condannare il divorzio fosse un Papa divorziato, non gli risparmieremmo certo una buona dose di virtualissimi calci in culo). A volte il parere di un profano può essere utile: altrimenti un laureato in matematica potrebbe parlare solo di matematica e un laureato in scienze della comunicazione, ironia della sorte, sarebbe muto.

Quindi: quando l'avversario dice qualcosa, non contestate la sua competenza e rispondete nel merito. Se il Papa ritiene che l'elettronica abbia rovinato il rock, non chiedetegli come fa a saperlo (per quanto ne sapete potrebbe avere i Deep Purple nel comò): prestategli il primo dei Devo.

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* Notate che invece Metilparaben ha correttamente scelto un'argomentazione di merito: a rovinare i bambini non è il divorzio dei disubbidienti, ma il comportamento dei tuoi sottoposti. Dovreste tutti prendere esempio da Metil, se volete andare all'inferno.

testi e musica di Aioros | 11:46 | link | commenti
22/09/2009
Nella giornata in cui Briatore è stato inspiegabilmente radiato a vita dalla Formula 1 invece che dal resto del mondo, mi sembra doveroso riportare la parte più pregnante, più sincera, la parte forse più commovente della sua linea difensiva:

MI CHIAMA 'BOIA', MA L'HO AIUTATO - "A Piquet, che mi ha anche criminalizzato sui giornali, io ho solo chiesto performance. C'era anche una clausola sul contratto. La realtà è che non è stato performante - aggiunge poi Briatore tornando nel merito del licenziamento. "Credo - ha detto - che abbiamo cercato in tutti modi di metterlo a suo agio. Abbiamo fatto di tutto. Abbiamo cercato anche un dottore che gli parlasse per la sua fragilità. Addirittura ho letto sui giornali che Piquet mi ha accusato di non avere fatto entrare un suo amico nel paddock definendomi il suo boia. Io ho allontanato il suo amico su suggerimento del padre. Questi due vivevano insieme. Non si capiva che relazione avessero. Io ho seguito il consiglio del padre. Ho fatto addirittura spostare Piquet di appartamento - ha aggiunto - e l'ho messo in un palazzo dove vivo io per tenerlo sotto controllo. Tutte queste accuse di Piquet sono gratuite".

Anzi, Piquet dovrebbe ringraziarlo, e dato che così non è stato lo faccio io per lui: grazie Flavio Briatore per avermi mandato dallo strizzacervelli perché forse gay, grazie Flavio Briatore per aver allontanato il mio amico dal paddock su suggerimento di mio padre, grazie Flavio Briatore per avermi addirittura spostato di appartamento e grazie di avermi messo in un palazzo dove vivi tu per tenermi sotto controllo. Non so davvero cos'altro avresti dovuto fare per meritarti la mia riconoscenza.
testi e musica di Aioros | 01:33 | link | commenti (2)
21/09/2009
(anche su Metilparaben)

No, scusatemi, io oggi volevo parlare di tutt'altro, volevo parlare di argomenti leggeri, tipo la politica italiana, che oggigiorno è facile e alla portata di tutti. Io mi ricordo quand'ero bambino e ragazzino e non capivo nulla di quello che dicevano al telegiornale, la scala mobile, il sistema elettorale maggioritario, la bicamerale, il trattato di Maastricht. Oggi è tutto più semplice, più vicino alla gente normale, ai giovani d'oggi. Berlusconi fa le orge, sei d'accordo? Boffo gay, come la vedi? Brunetta si droga pesantemente, è un bene o un male? Partito democratico, ne hai mai sentito parlare? E' facile, è veloce, e c'è tutta una nuova generazione che si sta riavvicinando alla politica tra una partita a Restaurant City e l'altra. Io ve ne parlerei per ore, e infatti era questa la mia intenzione oggi. Ma ditemi voi come si fa a star qui tranquilli a cazzeggiare quando in giro si vedono cose come questa

Nella foto: l'Italia del 2009


Io, giuro, sono rimasto senza parole. E' mai possibile che in Italia - il paese che ha vissuto l'esperienza del Fascismo, quello vero -, a Roma - la città della famosa marcia -, ci si ritrovi ancora nel 2009 a veder sfilare impunemente per le strade una riproposizione dello squadrismo così approssimativa? Ma vi pare, ma si può lasciare un compito del genere ai dilettanti? Dico, le avete viste le foto?

Nella foto, Roy Paci e gli Aretuska

Ma stiamo scherzando? Stiamo rifacendo il fascismo o Fred Buscaglione? No, perché se stiamo rifacendo Fred Buscaglione basta dirlo e in un paio di giorni organizziamo la marcia su MySpace. L'unica marcia, peraltro, che quest'uomo qui



può permettersi di fare tra uno psicofarmaco e l'altro. Questo sarebbe il meglio che l'italica gioventù ha da offrire alla causa? E quell'altro, quello stempiato - oh, scusate, non mi ero accorto che TUTTI avete perso i capelli - insomma, questo qui

Nella foto: però, che allegria la sign... ODDIO! DIETRO DI LEI!

perché è depresso? Da quanto tempo non mangia? E' questo il modo di mandare un fascista a marciare? Ma la cosa che più mi ha lasciato interdetto, al di là della facile ironia sull'aspetto, sugli occhiali da sole, sulle divise da SS tarocche, è sicuramente il saluto. Cos'è - no, ditemi, che cos'è - questa roba qui?

Nella foto: quanto fa due più due

Sarebbe un saluto romano questo? No, ditemelo voi. Oh, certo, il saluto romano è vietato dalla legge. Perché invece vorreste farmi credere che in Italia mettersi i pantaloni negli stivali è perfettamente legale. Certo, il saluto romano è vietato, e allora togliamo due dita, tanto il fascismo ormai si fa così, a cazzo di cane, a chi vuoi che importino le cose fatte bene in questo paese? Bene, allora basta dirlo, facciamo a cazzo di cane. Io, personalmente, trovo che il saluto di Sant'Oronzo sia poco efficace e poco comunicativo. Se dobbiamo taroccare il saluto romano, ho qualche proposta migliore:

testi e musica di Aioros | 13:10 | link | commenti (5)
17/09/2009
Io per esempio ricordo ancora la splendida gita a Il nome della rosa.
testi e musica di Aioros | 14:20 | link | commenti (2)
16/09/2009
 
testi e musica di Aioros | 20:29 | link | commenti
29/08/2009
Due estratti dai menu del ristorante Noviera, a Specchia. Da notare soprattutto le traduzioni dei filetti e delle spigole.




Purtroppo la pagina non è nelle foto, ma tra i primi c'era anche "Penne al brucio".
In inglese era "Pens to the I burn".
testi e musica di Aioros | 17:12 | link | commenti (7)
27/08/2009
Me, I'm gonna be the Robin Hood of the people. I take out from the rich guy, but I don't give to the people, i give to me. And that's a modern form of Robin Hood. (Fabrizio Corona)
testi e musica di Aioros | 23:31 | link | commenti (1)
27/07/2009
(anche su Metilparaben)

"Sotto qua abbiamo scoperto trenta tombe fenicie del trecento avanti Cristo".

Un giorno, credetemi, ci riappacificheremo con la memoria di questi anni, e Berlusconi ci mancherà. Ma non soltanto per nostalgia o per l'innata umana tendenza a ricordare con affetto qualunque porcheria abbia infestato la nostra gioventù (lo Slime Pit dei Masters negli anni '80, i Masters negli anni '80, gli anni '80): noi a Berlusconi saremo grati.

Gli saremo grati, certo, per averci regalato centinaia di momenti memorabili e di immagini senza tempo (Berlusconi che fa le corna, Berlusconi che fa cucù, Berlusconi fa la mitragliatrice, fa il dito medio, dà del kapò al tedesco, si intorta la finlandese, sgridato dalla regina d'Inghilterra, e mille altre avventure), e per averci in questo modo permesso per anni di parlare contemporaneamente di politica e di grandi stronzate.

Gli saremo ancor più grati per averci reso tutto più facile, prestando il suo stesso corpo alla rappresentazione fisica di tutto ciò che vedevamo di male nell'Italia e nell'italiano medio: l'ignoranza, la volgarità, la proverbiale italica furbizia (che è il nome che abbiamo dato al proverbiale italico disprezzo per la legalità), il maschilismo, le barzellette di merda, il clericalismo di convenienza, la mafia, i massoni, i post-fascisti, la canzone napoletana, il Milan. A tutto questo Berlusconi ha fornito una faccia, ha dato dei lineamenti che potevamo mettere a fuoco: ecco cosa stiamo diventando, dicevi guardando Berlusconi che raccontava una bellissima barzelletta sulle scorregge, e ti orientavi, ed era facile.

Ma soprattutto gli saremo grati per questi lampi di genio, queste preziose occasioni di capire come lavora la mente fervida di un corteggiatore «di buon gusto, di cultura e di eleganza» che non ha mai pagato una donna perché ama «il piacere della conquista».
Trenta tombe fenicie.

- Sai, erano proprio qui sotto.
- Davvero?
- Ti giuro. Proprio sotto all'attuale gelateria.
- Che posto pieno di cultura che è la tua villa, Silvio.
- La sai quella di Pierino, Obama e Putin che vanno al bagno?

Io naturalmente vivo in affitto a Milano e non sarei credibile se millantassi una cosa del genere, ma ho già riadattato la tecnica ("Sai, in questo letto ci è morta mia zia Assunta") e adesso spero che escano altre registrazioni perché ok i morti antichi, ok la proposta di cosa a tre con un'amica, ma io non mi sento sicuro, ho bisogno di altri consigli, di più buon gusto, di più cultura e di più eleganza. Aiutami Silvio, meno male che ci sei tu.
testi e musica di Aioros | 11:30 | link | commenti (5)